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domenica 16 febbraio 2014

Come riconoscere la pasta di qualità

La pasta è l'alimento che sta alla base della nostra cultura gastronomica, e non possiamo permetterci di sbagliarne l'acquisto. "In base alla Legge 580 del 4/7/67, la pasta di semola di grano duro deve essere fabbricata soltanto semola di grano duro e acqua. Qualsiasi altra aggiunta, anche se parziale, di farina di grano tenero, costituisce una frode". Ecco alcuni suggerimenti utili ad effettuare una scelta consapevole nel segno della qualità.

  1. Date uno sguardo al quantitativo di proteine sulla tabella nutrizionale: una buona pasta ne deve contenere almeno il 13,5%, ovvero 13,5 grammi per un etto.
  2. Una pasta di qualità deve sostenere il test della "sovracottura": lasciatela cuocere qualche minuto in più rispetto al tempo consigliato. Se le materie prime e il processo produttivo sono buoni, manterrà per lo più inalterata la sua struttura e le sue caratteristiche.
  3. La pasta e in genere gli alimenti integrali sono ricchi di fibre e ci saziano più velocemente, permettendoci di mantenerci in linea. Il chicco di cereale intero, sminuzzato in farina, perde gran parte delle sue buone qualità durante il processo di raffinazione. Tuttavia è piuttosto difficile trovare pasta o biscotti totalmente integrali: il più delle volte si tratta di prodotti realizzati con farina raffinata e l'aggiunta di crusca o cruschello. Pertanto, vale la pena di controllare bene che sull'etichetta della pasta, che si presume integrale, ci sia la dicitura "semola di grano duro integrale" tra gli ingredienti e non "semola di grano duro con aggiunta di crusca o cruschello".

mercoledì 12 febbraio 2014

Educazione alimentare

I cibi che mangiamo sono fatti da alcune sostanze che si chiamano princìpi alimentari

I più importanti sono:

•    acqua: contenuta in tutti i cibi;
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sali minerali: contenuti in tutti i cibi;
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zuccheri: si trovano nella frutta, nella verdura, nei prodotti a base di farina: pane, pizza, pasta, polenta, dolci; nelle patate
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grassi: olio, burro, e grasso degli animali; si trovano nei formaggi, nelle carni, ma poco nei pesci che hanno la carne più magra;
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proteine: presenti nelle carni di tutti gli animali (mucca, vitello, maiale, pollo, tacchino, struzzo, coniglio, pesce) perché derivano dai muscoli degli animali, nel formaggio grana, nei semi (fagioli, piselli, lenticchie, ceci) e nella farina;
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vitamine: contenute in piccolissima quantità in tutti i cibi freschi.

LE FUNZIONI DEGLI ALIMENTI

I cibi che mangiamo svolgono tre funzioni nel nostro corpo:

•  
ENERGETICA
o   zuccheri e proteine danno 4 kcal per grammo
o   grassi 9 kcal per grammo
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PLASTICA alcuni alimenti servono a costruire parti del corpo (le proteine formano i muscoli - i grassi formano le membrane delle cellule – i Sali minerali formano le ossa)
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BIOREGOLATRICE proteine (enzimi e ormoni), vitamine. sali minerali fanno funzionare gli organi del corpo e fanno avvenire tutte le reazioni chimiche che servono a tenerci in vita.

UTILITA' DEI PRINCIPI NUTRITIVI

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acqua: il nostro corpo è fatto in gran parte di acqua, che eliminiamo con l'urina, le feci, il sudore e la respirazione; perciò per vivere sani dobbiamo introdurne ogni giorno mangiando e bevendo.
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sali minerali: il sodio, il calcio, il potassio, il ferro e altri minerali permettono al nostro corpo di funzionare bene. La mancanza dei sali minerali porta alla morte.
- Il ferro si trova nei globuli rossi e aiuta a trasportare l’ossigeno
- il calcio fa contrarre i muscoli e forma le ossa
-  il sodio e il potassio fanno viaggiare l’impulso nervoso
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zuccheri o glucidi o carboidrati: danno energia (4 kcal per grammo) e permettono al corpo di funzionare. Abbiamo delle riserve di zucchero nei muscoli e nel fegato.
Il monogliceride più importante è il glucosio, lo zucchero da cucina è il saccarosio, lo zucchero più comune nei cibi è l’amido (pane, pasta, riso, patate ...) una lunga catena di molecole di glucosio
La cellulosa è uno zucchero che digeriscono solo gli animali erbivori.
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Grassi o lipidi: danno energia (9 kcal per grammo) e servono come riserva quando finiscono gli zuccheri. Si trovano sotto la pelle, nella pancia e formano le membrane delle cellule. Questi ultimi si chiamano trigliceridi e sono formati da una molecola di glicerolo con attaccate tre molecole di acidi grassi. I grassi animali (burro, grassi della carne) fanno meno bene al nostro corpo rispetto ai grassi vegetali (olio extravergine di oliva) perché nella molecola non hanno doppi legami.
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proteine: formano i muscoli e servono anche per controllare il lavoro di tutte le cellule del corpo. Queste proteine speciali si chiamano enzimi. Durante il digiuno o le diete possono anche dare energia (4 kcal per grammo). La proteina è una lunga catena di centinaio di amminoacidi. Esistono solo 20 tipi di amminoacidi che si combinano a formare migliaia di proteine diverse.

 

lunedì 10 febbraio 2014

Come misurare l'indice di massa corporea

Volendo, si può leggerla come una consolazione: oltre quattro italiani su dieci hanno un problema di peso. Dunque, non si è soli nella lotta con la bilancia! Però, aggiungono le fonti ministeriali nel dare le cifre, che il 32% della popolazione adulta sia sovrappeso e l'11% obeso non è buona cosa. Tanto meno quando si aggiunge che già un bambino su tre ha un peso superiore alle soglie raccomandate per l'età di appartenenza. 

I chili in più, specie se molti, se durano nel tempo e se l'età avanza, possono essere fattori di rischio per ictus, infarto, diabete e altre patologie. Ci viene ripetuto di continuo, e lo ha stabilito a chiare lettere l'Associazione medica americana riferendosi in special modo all'obesità, che è anche stata definita una vera malattia in sé. Ma il limite tra sovrappeso e obesità dove si colloca e come si vede? Sono state approntate particolari misurazioni, facili da calcolare. 

La sigla Imc sta diventando familiare. Tradotta, è l'Indice di massa corporea, che assegna un risultato di normalità tra 18,5 e 24,9 e di obesità di diversi gradi oltre il limite di 30. Per calcolarla occorre moltiplicare l'altezza per l'altezza, poi dividere il peso per il numero ottenuto. L'espressione è: Imc = Peso : (Altezza x Altezza). Un esempio: una persona alta 1,74 cm e con un peso di 60 kg avrà un Imc pari a 19,8. Dal valore 18,5 in giù si è definiti sotto peso. Sopra i 30 l'obesità viene distinta di prima, seconda e terza classe con l'aumentare del valore Imc. 

Ma c'è un altro dato fondamentale da tenere presente: la circonferenza della vita. Perché, a parte i chili in eccesso, il grasso che si depone su addome, stomaco e pancia è pericoloso, mentre quello su glutei e gambe è antiestetico, ma non fa male. Va quantificato, dunque, il grasso viscerale in quanto per la previsione dei rischi cardiaci conta la distribuzione dell'adipe nel corpo: sono più esposti i soggetti "a mela", con accumulo di grasso viscerale (tipicamente maschile e nelle donne dopo la menopausa), meno esposti i soggetti "a pera" (tipicamente femminile). Tutto questo a parità di Imc. 
 
Per uomini e donne sono stati fissati dei parametri precisi: un uomo non dovrebbe superare la circonferenza di 94 cm e una donna di 80 cm. Sforando oltre i 102 cm l'uomo e oltre gli 88 cm la donna si parla già di "rischio accentuato". Gli allarmi medici, sempre più severi sul grasso in eccesso, vanno ad aggiungersi alle preoccupazioni estetiche. Ma anziché entrare in ansia, meglio decidersi a tenersi un po' controllati a tavola e a fare un po' di movimento ogni giorno. Armati, ormai, nel controllo del peso non solo di una bilancia, ma anche di un metro. Di quelli flessibili, da sarta.

Se dieta deve essere, sia quella consigliata da un dietologo o un nutrizionista. In assenza di alterazioni metaboliche non sono necessarie esclusioni di particolari alimenti, ma è sufficiente seguire delle regole di sana e corretta alimentazione, prestando attenzione alla quantità dei cibi e ricorrendo, anche, ad alcune strategie per evitare gli eccessi e le tentazioni sempre in agguato.

Un decalogo può aiutare nel raggiungimento dell'obiettivo chili in meno:

  1. Pianificare i pasti prestando attenzione a non fare intervalli troppo lunghi tra l'uno e l'altro.
  2. Non saltare i pasti e gli spuntini di metà mattina e metà pomeriggio.
  3. Non lasciare cibo in vista, specie quello ad alto rischio di tentazione.
  4. Tenere porzioni di verdura già pulita in frigorifero per i momenti più critici.
  5. Fare porzioni piccole e servirsi di cibo solo una volta. 
  6. Mangiare lentamente: bocconi piccoli e masticati a lungo.
  7. Evitare di acquistare  cibi già pronti o precotti (ad alto contenuto di grassi) e prodotti in maxi confezioni, quali biscotti, bibite, snack dolci e salati.
  8. Non affidarsi alle diete di moda o al "fai da te", ma farsi seguire da un medico esperto.
  9. Pesarsi solo una volta alla settimana.
  10. Non dimenticare di fare ogni giorno almeno 30 minuti di attività motoria, aerobica. Basterà una passeggiata di mezz'ora, ma a passo sostenuto.